DMF il festival 2026: Mostre
Le affinità elettive
Salvatore Montemagno
foto di © Salvatore Montemagno
Le affinità elettive si sviluppa in un tempo sospeso. Due figure abitano lo spazio come presenze in attesa di una reazione. Non esiste una narrazione esplicita: ciò che emerge è una tensione silenziosa, fatta di sguardi, distanze e possibili contatti. Il progetto indaga il mistero della relazione umana, lasciando allo spettatore la libertà di interpretare la natura del legame tra le due figure. Le immagini, costruite con rigore compositivo e una luce di matrice pittorica, richiamano atmosfere della pittura nordica e del realismo metafisico. Gli ambienti – stanze, scale, finestre – diventano luoghi interiori, scenografie della memoria e dell’attesa. Le figure femminili assumono una dimensione archetipica, evocando il doppio, la sorellanza, l’identità riflessa. Ogni elemento simbolico – una mela, uno specchio, un lenzuolo – apre a significati ulteriori, suggerendo più che dichiarando. La fotografia non documenta ma interroga: sospende il tempo e amplifica le domande.